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I 14 Errori comuni presenti nell’insegnamento del JKD

Premessa del curatore del blog:

Ted Wong, una delle persone più autorevoli nel campo del JKD di Bruce Lee, mostra in questa intervista, apparsa sulla rivista Black Belt del 2010, l’anno in cui Sifu morì, gli errori più evidenti nell’insegnamento attuale del “JKD”. Infatti Ted Wong analizza ogni aspetto dell’arte; dalle origini (molti degli attuali istruttori di JKD, pensano ancora che il JKD sia lo sviluppo massimo del Wing Chun), alla meccanica di ogni tecnica e come esse vengono eseguite. Insomma è un vero e proprio testamento di Ted Wong prima di morire nel novembre del 2010, al fine di illuminare le nuove generazioni sui reali principi e fondamenti del JKD, rispetto a molti che, per anni, non hanno fatto altro che insegnare altro, etichettando i loro insegnamenti come “l’arte di Bruce Lee”.

Ho cercato di tradurre il più fedelmente possibile, perchè purtroppo la versione italiana non esiste. Godetevela appieno e, con il cuore pieno di gioia, auguro a coloro che la leggeranno, di chiarire molti dei dubbi ancora presenti nel mondo di Bruce Lee e della sua arte. “Jeet Kune Do C.A.A.M. Bari”

Tecniche di Jeet Kune Do: Errore n. 1 (Origini errate)

Non tutti gli aspetti nel tirare pugni nel JKD  derivano dal Wing Chun Kung Fu, dice Ted Wong. “Molto di quello che viene insegnato oggi nel JKD è basato sulla struttura del Wing Chun. Io ho molto rispetto per il Wing Chun, ma non è JKD. Infatti, la maggior parte delle note scritte da Bruce Lee nel Tao Of Jeet Kune Do, provengono dalla boxe e dalla scherma.

“Una delle più importanti frasi all’interno del Tao Of JKD proviene da un libro di boxe: “L’essenza del combattimento è l’arte di sapersi muovere al momento giusto”. Ma per muoverti tu hai bisogno di pensare come uno schermidore poiché la chiave è la mobilità nel JKD e in ogni altra arte di combattimento”.

Tecniche di Jeet Kune Do: Errore n. 2 (Equilibrio errato)        

Bruce Lee insegna che la chiave per essere in equilibrio consiste nel tenere la testa verticalmente oltre la linea di connessione con i tuoi piedi, Ted Wong dice: “Se non riesci ad imprimere forza con l’avversario spostati indietro, pur rimanendo in posizione statica sarai in equilibrio. Peggio ancora, non è possibile passarci sopra quando il tuo equilibrio è fuori uso. Sarai limitato nei tuoi movimenti nel JKD, sia un pugno o un calcio, non sarai in grado di sferrare nessun colpo con qualsiasi forza, egli dice.

In alcuni casi, quando il tuo avversario arretra dopo aver sferrato il primo colpo, hai bisogno di inseguirlo per riuscire a stanarlo. Questo avviene quando hai realmente la testa sopra la linea tra i piedi, in modo che tu possa chiudere rapidamente la distanza.

Tecniche di Jeet Kune Do: Errore n. 3 (Errata posizione di guardia)

Bruce Lee ha sviluppato la posizione di guardia del JKD per un motivo: non tutti gli avversari sono uguali ed esistono tantissime situazioni. A maggior ragione, bisogna non abbandonarla come fanno differenti tipi di avversari, i grappler , ad esempio.

“Se la vostra posizione è troppo larga, vi sarà difficile spostarvi”, dice Ted Wong. “Un grappler riuscirà ad afferrarvi e a gettarvi a terra. Se mantenete la corretta posizione mentre il tuo avversario tenta di colpire la tua gamba avanzata, tuttavia, sarai in grado di colpirlo e di spostarti rapidamente”.

Ricordati di mantenere l’equilibrio in avanti per massimizzare la forza, aggiunge.

Al fine di eseguire correttamente i movimenti del JKD, è necessario sviluppare il giusto atteggiamento. Per costruire la giusta posizione, immagina una linea fra te e l’avversario. La punta del piede davanti deve poggiare su quella linea e allo stesso tempo deve fare lo stesso l’arco del piede posteriore. In questo modo viene a crearsi un triangolo isoscele con la punta del piede avanzato e il tallone del piede arretrato ed essere entrambi convergenti sulla stessa linea.

“Se vi posizionate in modo aperto come il pugile,  la linea punterà lontano rispetto al tuo avversario, e ti farà perdere forza nella struttura, dice Ted Wong.  “Una parte fondamentale del JKD è, non è quanto veloce sai colpire, o quanta forza hai nei muscoli; hai bisogno di avere una struttura solida. Devi mantenerla intatta, non importa dove o come ti sposti. Quando sei fuori misura, perdi la forza e la mobilità”.

Tecniche di Jeet Kune Do: Errore n. 4 (Errata comprensione)

Per poter colpire correttamente nel JKD, hai bisogno di tre tipi di forze, dice Ted Wong. La prima è verticale. La posizione parte leggermente dal basso, e quando colpisci ti muovi verso l’alto. Questo normalmente si usa nel montante.

“La seconda forza è lineare, cioè significa che stai muovendoti in avanti. Questo è il tipo di forza che utilizza il diretto con la mano avanzata”. Ovviamente, il footwork ha un ruolo fondamentale per creare questi spostamenti in avanti.

“La terza forza invece è rotazionale. Essa viene usata ruotando i fianchi ed è la forza sviluppata da un gancio e da un calcio a gancio”.

Tecniche di Jeet Kune Do: Errore n. 5 (Errata distanza)

Forse l’errore più comune che la gente fa imparando il JKD è il giudicare male la distanza, dice Ted Wong. “Se sbagli la distanza, non è possibile utilizzare le vostre tecniche, combinazioni, e potresti venire colpito. Quindi è di fondamentale importanza essere abili a giudicare la distanza”.

La filosofia che deriva dalla scherma, è semplice: stare abbastanza lontano per prevenire il suo tocco ed evitare che l’avversario vi colpisca con un pugno o un calcio – ed essere in grado di inclinarsi verso di voi e toccarvi. Ovviamente, anche voi dovete fare lo stesso per raggiungerlo, ma poiché siete allenati a colmare questa lacuna, sarà più facile per voi.

Tecniche di Jeet Kune Do: Errore n. 6 (Errato tempismo)

“Nessuno sferra un pugno come nel JKD”, afferma Ted Wong. Ed è per questo motivo che per un artista marziale medio è difficile padroneggiarne le tecniche. Quando sviluppi il tempismo nei movimenti del JKD, Ted Wong è un fermo sostenitore di un motto schermistico: “la mano prima del piede, sempre”.

“Si può notare ciò nel Tao Of JKD”, dice. “La tua mano si muove prima del movimento dei piedi. Esso viene da Aldo Nadi, che è stato quattro volte campione olimpico di scherma. Questo vi permette di colmare l’intervallo di tempo e lanciare l’attacco”.

Tecniche di Jeet Kune Do: Errore n. 7 (Errata difesa)

Molti studenti tendono ad inclinarsi troppo lontano dall’avversario per evitare un pugno. Ted Wong definisce questo errore come “distribuzione metà – metà”. Contrariamente all’inclinazione, la parte superiore del corpo è piegato ad angolo indietro per coprire metà della distanza per un movimento evasivo e il vostro footwork copre l’altra metà.

Così per avere un margine di sicurezza, e non lasciarti in balia di un fuori misura o perdita di equilibrio, entrambi  potrebbero precludere un contrattacco, egli dice.

FINE PRIMA PARTE

Cos’è il Jeet Kune Do? Qualcosa che può cambiarti per sempre

CiPiero Belviso e Luigi Clementeò che seguirà in queste righe non lo definirei un articolo e nemmeno un trattato personale bensì un momento d’ ispirazione creativa dettata dal desiderio di esprimere una semplice opinione verso quest’arte che per certi versi è stata travisata negli anni dimenticando i valori fondamentali che il suo fondatore avrebbe voluto instillare in tutti coloro che la praticano. Motivo per cui è mio interesse enfatizzare l’aspetto filosofico e teorico del Jeet Kune Do per un volta a discapito di quello pratico che sembra il solo avere importanza. Se pensiamo alle arti marziali in un contesto globale, parliamo di millenni di tradizione e oserei dire anche di magia che svariati sifu o sensei , che dir si voglia, ci hanno tramandato.  Discipline che hanno sin dalle origini alla loro base una cultura basata sulla conoscenza del proprio corpo e sulla preparazione fisica che ne deriva oltre a tecniche e movimenti che attraverso di esso potevano essere messi in pratica. Tuttavia ciò che accomuna tutto il mondo marziale sono quei principi intrinseci che vanno aldilà del combattimento  poiché come a tutti è noto la prima regola è proprio quella di non fare uso della propria conoscenza se non in caso di estrema necessità. Tuttavia con l’avvento degli sport da combattimento moderni e soprattutto della Tv che permette la diffusione in mondovisione maggiormente di violenza (basti pensare alle MMA) questi principi sono andati pian piano nel dimenticatoio. Però un aspetto positivo di questa globalizzazione lo troviamo proprio in Bruce Lee che grazie ai suoi film è riuscito nell’intento di far conoscere al mondo ciò che aveva creato andando controcorrente a gran parte degli aspetti tradizionalisti pocanzi citati. Non sarò certo un’illustre storico ma dal mio canto ritengo di essere un discreto conoscitore delle arti marziali e non avendo alle spalle esperienze con altri stili mi riesce più facile certe volte saper discernere quanto imparo con la pratica del Jeet Kune Do dalle altre arti marziali.  Tutto ciò deriva da una passione che si può dire essere nata per caso, mai sparita e che mai si spegnerà. Chi non ha mai sognato di destreggiarsi  come “Chen”guardando un suo film; di avere il suo fisico scolpito e omogeneo, velocità e precisione di calci e pugni, quel modo di muoversi con eleganza, e soprattutto quell’urlo che qualsiasi avversario temerebbe. Beh per quanto tutto questo faccia sognare il JKD è molto di più di ciò che compare in una pellicola . Qui si parla di un’arte che ha alle spalle anni di ricerche scientifiche e migliaia di libri sfogliati nel tentativo di creare ciò che davvero fosse stato utile in un combattimento; motivo per cui Lee avePiero Belvisova come obiettivi principali la semplicità e l’economia del movimento. Per quanto siano belli da vedere una mantide religiosa o uno Shaolin avrebbero la stessa efficacia di un diretto con la mano avanzata che potrebbe decretare la vittoria con un solo colpo? Io suppongo proprio di no. Poche tecniche e infinte combinazioni sono la differenza tra la vittoria e la sconfitta ed è proprio per questo motivo che il JKD va studiato a fondo e con pazienza, poiché solo chi lo conosce veramente sa evitare colpi ben più grossi di quelli fisici vale a dire le cattive informazioni di ciarlatani capziosi ,dei quali non citerò i nomi, che ne vogliono fare solo un business personale. Ed è a persone come Ted Wong , il mio maestro e grande amico Luigi Clemente e allo stimatissimo direttore tecnico italiano del settore JKD  Davide Gardella che vanno  miei più sentiti ringraziamenti perché riescono sempre a mantenere vivo lo spirito di Bruce Lee diffondendo ciò che davvero è giusto senza pensare alla gloria personale o al denaro.  La conoscenza acquisita grazie alla laurea in Scienze Motorie sicuramente mi aiuterà  a non trascurare mai il mio fisico e a prepararlo sempre al meglio funzionalmente parlando, ma imparare a muoversi e a pensare come un artista marziale significa dedicarsi anima e corpo con pazienza per superare i propri limiti. Il Jeet Kune Do Bari per me è come una famiglia e quando sono in palestra e so di poter condividere la mia stessa passione con i miei compagni diventa tutto più semplice, perché in fondo non è solo un’arte marziale ma uno stile di vita che ti cambia per sempre.

Piero Belviso

Nota: Piero è mio allievo dal 2011. Ha cominciato ad allenarsi con me privatamente nella mia palestra personale e da allora non ha mai smesso. La sua laurea in scienze motorie lo hanno portato ad ampliare le sue conoscenze nella biomeccanica del corpo, le strutture dei muscoli e quant’altro. Continua ad allenarsi e a maturare sempre di più sia come atleta, sia come praticante di arti marziali!

Luigi Clemente

Intervista esclusiva a Davide Gardella

Domande per Davide Gardella a proposito del JKD
Da parte di Luigi ClementeDavide Gardella

In che periodo della tua vita sei entrato in contatto col jkd e, quali sono state le tue impressioni a riguardo?

R. Sono venuto a sapere dell’esistenza del Jeet Kune Do dopo essermi interessato a Bruce Lee.
Quando ero bambino, poco prima di iniziare a praticare Ju Jutsu, conoscevo di fama Bruce Lee come “il Re del Kung Fu”. Comunque il Kung Fu era una disciplina ancora poco diffusa rispetto a Ju Jutsu e Karate. Di fatto se si volevano trovare informazioni riguardo al JKD, l’unica possibilità era attingere direttamente al lavoro di Bruce Lee.
Non tutto il materiale lasciato da Bruce Lee tratta del JKD, tuttavia, come diceva Ted Wong, i suoi appunti sono la mappa da seguire per farsi un’idea precisa della sua arte.
Mi procurai uno dei primi libri che raccoglieva parte degli scritti di Bruce Lee, un volume diverso dai manuali di Karate o Kung Fu reperibili, fatti di molte foto accompagnate da poche righe di descrizione. Una prima lettura, risultò per me di non facile comprensione, ma bastò a convincermi che l’autore sull’arte del combattimento a mani nude doveva saperne qualcosa. Per inciso questa fu la prima valutazione di Ted Wong quando conobbe Bruce Lee, un maestro tanto giovane quanto innovativo.
Non ho mai smesso di seguire “la mappa” durante il mio cammino di crescita nelle arti marziali, da principiante, ad agonista, ad insegnante. Poi è giunto anche il momento di diventare studente di Ted Wong. “Quando l’allievo è pronto, il Maestro arriva”.

Molti hanno definito il jkd come qualcosa che funzionava bene solo per Bruce Lee; alcuni sostengono che il jkd non esiste, che è solo una filosofia o esperienza personale! Qual è per te il fondamento del jkd? Concordi con ciò che dicono molti cosiddetti praticanti, oppure c’è qualcosa di ben più profondo?

R. Affermare che il JKD “funzionava solo per Bruce Lee…”, sarebbe come dire che il Pugilato funzionava solo per persone come Sugar Ray Robinson o Ali. Realisticamente non tutti possono essere campioni eccezionali, ma molti possono diventare ottimi pugili. Se si vuole dire che per applicare il JKD occorre essere preparati ed allenarsi molto, faticare e fare sacrifici, questo corrisponde al vero. Come per ogni disciplina sportiva o attività umana, nel JKD il successo è proporzionale all’impegno. Pensare di conseguire un’adeguata padronanza senza dedizione ed anni di lavoro è una mera illusione. Non si possono ottenere risultati paragonabili a quelli di Bruce Lee se non si è disposti a lavorare come lui.
Personalmente ritengo paradossale la presunta “non esistenza” del JKD. Se il JKD non esistesse sarebbe logico astenersi dal promuovere insegnamenti come JKD o fare tanti discorsi sul nulla. Si può valutare che ogni disciplina, non esclusivamente il JKD, è di per sè un’astrazione: concretamente esistono i pugili che fanno pugilato, non il Pugilato, schermidori che fanno scherma, non la Scherma,lottatori che fanno la lotta non la Lotta. Se il JKD fosse un mix di tecniche di altre arti marziali allora si potrebbe dire che non esiste. Dopotutto oggi ci sono le MMA e non si chiamano JKD. Ma il JKD ha tecniche, principi e strategie proprie, quelle che Bruce Lee ha sintetizzato e, non dimentichiamolo, anche insegnato ad altri. Le precedenti, come altre affermazioni dalla parvenza di “filosofate”, tipo “il JKD non può essere insegnato…”, mi sembrano alibi sfruttatati per legittimare insegnamenti che poco hanno a che fare con l’arte di Bruce Lee, volendo comunque riferirsi a Bruce Lee.
Il JKD è la filosofia di Bruce Lee espressa in arte marziale. Aspetti del suo pensiero possono applicarsi o ritrovarsi in diverse discipline ed anche in altri ambiti dell’esistenza, ma la sua filosofia ed il JKD formano un tutt’uno.Direi che il fondamento del JKD sono i criteri oggettivi di efficienza selezionati da Bruce Lee nel corso della sua ricerca. L’atteggiamento di guardia, la dinamica dei movimenti e delle tecniche, ma anche il controllo della distanza, la scelta di tempo e l’approccio tattico sono costruiti su questi pilastri. A partire da questa base si sviluppano le peculiarità soggettive, ovvero lo stile personale, nel fare uso degli strumenti a disposizione e delle proprie qualità e doti individuali. Facendo un paragone esiste la disciplina del Pugilato con la sua struttura tecnica, ma ogni pugile combatte in modo diverso, sapendosi anche adattare ad avversari e situazioni differenti. Analogamente questo si puo dire per la Scherma: “ogni schermidore ha la sua scherma”. E lo stesso vale per il JKD. Il cuore della filosofia di Bruce Lee è la semplicità, quindi capire il JKD non può risultare complicato.Il buonsenso che possiamo usare per comprendere in sostanza qualsiasi disciplina lo possiamo usare per il JKD. Bruce Lee ricordava che spesso si cercano la verità e la via là dove non sono, mentre esse si trovano nelle cose semplici di ogni giorno.

Bruce Lee è il fondatore del JKD e Ted Wong è colui che ha più di tutti portato avanti i suoi insegnamenti. Cosa ti ispira di entrambi e, cosa ti hanno dato a livello emozionale, spirituale e fisico?

R. Come per altri della mia generazione, le performances di Bruce Lee diedero un impulso alla scelta di dedicarmi alle arti marziali. Inizialmente fu per così dire un imprinting, trasformatosi nel tempo in passione. Maturando ho sempre più apprezzato Bruce Lee non come mito, ma come un uomo con una straordinaria dedizione per quello che faceva, non solo per i risultati ottenuti nel forgiare il proprio corpo alla disciplina marziale, obiettivo perseguito da altri grandi maestri, ma soprattutto per il suo spirito di ricercatore. Basta pensare alla ricchissima collezione di libri da lui raccolta. E’ significativo che abbia elaborato tanto materiale, giungendo ad una sintesi così innovativa nell’arco di pochi anni. Ho letto le fotocopie di vari libri di Pugilato e Scherma appartenuti a Bruce Lee con le sue sottolineature e note a margine e questa possibilità mi ha dato ulteriore conferma dell’accuratezza dei sue analisi.
L’eredità che Bruce Lee ha lasciato tramite i suoi scritti mi ha influenzato, e continua a farlo, nel mio modo di intendere l’arte marziale. Per  questo e per l’importanza che il JKD ricopre nella mia vita nutro un sentimento di riconoscenza nei confronti del suo ideatore. Poi provo la stima che suscitano le persone che hanno forti passioni e le seguono con perseveranza, determinazione e creatività. Ovviamente la mia conoscenza di Bruce Lee è indiretta, ma ritengo che l’idea su di lui come persona si sia avvicinata parecchio alla realtà grazie alle testimonianze ed i racconti di Ted Wong.
In Ted Wong ho trovato il vero Maestro che mi ha guidato nel lavoro sulla tecnica, ma ha anche fatto maturare in me una più profonda prospettiva nelle motivazioni e nell’insegnamento. Al di là dei miei ricordi e sentimenti personali, penso che tutti coloro che hanno avuto contatto con lui fossero emozionati dal fatto che l’amicizia e la devozione per Bruce Lee trasparisse costantemente. Quando analizzava una tecnica od un movimento spiegava perchè il suo maestro li riteneva efficaci, il modo in cui li aveva sviluppati, come e quando glieli aveva insegnati. Citava nel dettaglio le fonti a cui Bruce Lee aveva attinto e parlava dei campioni a cui si era interessato. Ted dimostrava una vastissima competenza in materia, eppure non l’ho mai sentito ascrivere meriti a sè stesso.
Ted Wong è un esempio da seguire. Le qualità che Bruce Lee considerava imprescindibili per un artista marziale si erano concretizzate in lui. Per esempio Ted era un sostenitore del fatto che con l’avanzare dell’età è necessario allenarsi di più al fine di mantenersi ad uno standard adeguato. Nel corso degli anni ho sempre apprezzato in lui un continuo miglioramento nel controllo e nell’economia dei movimenti. Aveva una rapidità di esecuzione e precisione eccezionali, una grandissima padronanza del footwork e delle manovre evasive. Voglio ricordare a tale proposito il pensiero di Bruce Lee: “Il combattimento è l’arte di sapersi muovere si tratta di trovare il bersaglio, evitando di diventare un bersaglio”.
Ho sentito in due diverse occasioni altri due studenti originali di Bruce Lee dichiarare apertamente che se si voleva farsi una chiara idea  di come si muoveva Bruce Lee bisognava guardare Ted Wong. Naturalmente non era sufficiente partecipare ad un suo seminario e poi avere la pretesa di aver capito che Ted Wong “faceva questo…”, o “era preparato su questo aspetto…”. Nei seminari aperti a persone provenienti dalle più varie esperienze, Ted proponeva per scelta quegli elementi che riteneva essenziali per cogliere le peculiarità del JKD. Alcuni si sono fatti l’opinione che Ted Wong impostasse tutto sul combattimento a lunga distanza, quando effettivamente riteneva le abilità nell’in-fighting determinanti in uno scontro. La sua conoscenza era completa, e conoscenza e capacità di applicare erano per lui le uniche cose di valore nel qualificare un insegnante. Quando qualcuno gli chiedeva quanto occorre allenarsi per diventare bravi nel JKD, rispondeva: “E’ importante come ci si allena. Quanto ci si allena non serve se non si hanno le corrette informazioni.”
Sifu Ted aveva una profonda saggezza, dava importanza alla sostanza delle cose. L’abuso del nome Jeet Kune Do per promuovere metodi che nulla avevano a che fare con l’arte di Bruce Lee non gli andava proprio giù, tuttavia riteneva non valesse la pena condurre una battaglia contro mediocrità e malafede. Riteneva invece costruttivo ed importante profondere le sue energie nella formazione dei propri studenti. In definitiva era certo che non si può privare un allievo degli insegnamenti ricevuti. Questa è la sostanza, il tesoro prezioso che gli studenti di Ted Wong possiedono. Bruce Lee faceva notare la differenza tra realizzazione di sè stessi e realizzazione dell’immagine di sè stessi. Ci sono alcuni per cui aver partecipato a qualche seminario di Ted Wong ed aver scattato qualche fotografia con lui è bastato per riferirsi a Ted Wong come il proprio maestro. Durante la permanenza ad Orlando per il Summit del 2008, al quale Ted Wong volle fossero presenti tutti i suoi istruttori, questo fatto venne posto alla sua attenzione. Sifu Ted disse: “Non date importanza alla cosa, voi siete miei studenti per davvero.”

Cosa ti aspetti per il futuro? E quali sono le tue aspirazioni nel proseguimento degli insegnamenti di Sifu Ted Wong?

R. Mi aspetto, per il JKD in particolare, ed in generale per tutte le arti marziali e sport da combattimento, che i praticanti siano sempre più determinati a ricercare la qualità e la sostanza. Penso che questo si possa concretizzare solo grazie ad una grande attenzione nella selezione dei propri insegnanti ed attraverso la formazione di una profonda cultura in materia.
Le persone seriamente motivate ad accostarsi agli insegnamenti trasmessi da Ted Wong, per esempio, dovrebbero valutare che chiunque affermi di essere stato suo studente privato debba poter produrre, a riprova di siffatte dichiarazioni, fotografie e filmati insieme a lui nell’arco di un numero ragionevolmente lungo di anni ed in molte occasioni diverse. Coloro che desiderano intraprendere lo studio dell’arte di Bruce Lee dovrebbero leggere i suoi scritti, in modo da avere dei parametri di riferimento per orientarsi tra i tanti metodi e sistemi etichettati con il nome JKD.
Per quanto riguarda il secondo aspetto più generale, si constata che molti si allenano in una disciplina senza mostrare alcun interesse sulla sua storia e sui maestri o i campioni che hanno contribuito alla sua evoluzione. Al tempo stesso si limitano ad una conoscenza sommaria dei diversi metodi, che solitamente conduce a valutazioni superficiali sulle altre discipline ed a una deprimente povertà di argomentazioni nelle discussioni.
Potendo valutare senza pregiudizi ogni disciplina nella sua vera essenza, attraverso la trasmissione di un valido ed appassionato insegnante, si scoprirebbe in ciascuna valori peculiari, preziosi e formativi. Tornando nello specifico al JKD appare assurdo che quasi tutti al mondo sappiano chi era Bruce Lee, ma ci siano ancora tanta confusione e interminabili diatribe sulla sua arte. E’ comprensibile, e sconfortante, che l’idea più comune tra molti seri esponenti di altre arti marziali e sport da combattimento sembri essere che i primi a non capirci niente siano proprio i praticanti di JKD.
Quelli che vedono Bruce Lee come un mito possono  dividersi tra chi lo idolatra come il combattente più forte mai esistito o all’estremo opposto chi lo considera solo un bluff. Più sensato ed obiettivo sarebbe considerare le opinioni degli artisti marziali, maestri, atleti che lo hanno conosciuto personalmente, tra gli altri Joe Lewis, Mike Stone, Louis Delgado, Gene Le Bell, Wally Jay, Joey Orbillo, Ed Parker, Jhoon Rhee.
Una disposizione razionale e sincera nell’avvicinarsi agli insegnamenti di maestri come Bruce Lee e Ted Wong può rendere giustizia al valore del loro lavoro.
Per quanto riguarda le mie personali aspirazioni nel proseguimento degli insegnamenti del mio maestro devo dire che sono soddisfatto di quello che ho realizzato fino ad ora e sono focalizzato sul presente. Sono parte di un gruppo di persone che stimo come insegnanti e come persone, ma soprattutto sento amiche, alle quali spero di aver trasmesso e, di continuare a farlo, la passione per il JKD ed il senso di responsabilità nella divulgazione dell’eredità che Bruce Lee e Ted Wong ci hanno lasciato.

Considerazioni personali.
Di Luigi Clemente

Davide Gardella nella sua vasta esperienza nel campo dell’insegnamento e della pratica del JKD di Bruce Lee, ha fatto chiarezza su alcuni aspetti storici e pratici del JKD. In modo molto semplice e chiaro, ha parlato della creazione del JKD, così come Bruce Lee l’aveva pensato e sviluppato, inoltre ha messo in evidenza il fatto che, per diventare abili nel JKD, non basta conoscere chi era Bruce Lee o ingurgitare le sue parole. Per migliorare nel JKD, possiamo ricordare le parole di Sifu Ted Wong: “Bruce Lee era così bravo, perchè tale si era reso. Praticava tutto il tempo e cercava sempre nuovi modi per rendere la sua pratica ancora più efficiente”. Cosa vuol dire questo? Significa che, anche se nel JKD ci sono poche tecniche semplici e dirette, ciò che sta alla base della sua efficacia è il costante allenamento.
Inoltre Davide ha chiarito anche la distinzione tra il JKD e le MMA. Il JKD non è un mix di arti marziali, ma ha tecniche e principi propri, quelli a cui Bruce Lee fece riferimento da quando diede alla sua arte un nome nuovo. In sostanza, Davide ha messo alcuni aspetti essenziali da sapere sul JKD, la sua evoluzione e la sua filosofia. Voglio concludere dicendo che tutti possono conoscere la teoria del JKD e, tutti possono parlare di Bruce Lee come un uomo forzuto, imbattibile e quant’altro, ma avere le corrette informazioni e metterle in pratica sono due cose differenti. Per chiarire meglio, cito ancora una volta Bruce Lee: “Io ti ho dato le tecniche, come eseguirle. Ora è affar tuo”.

Stage di JKD in Italia con Teri Tom

Lo scorso maggio, abbiamo avuto nuovamente il piacere, di partecipare ad uno stage in Italia di JKD con l’allieva diretta di Sifu Ted Wong: Teri Tom.
Sono stati due giorni davvero intensi, ricchi di conoscenza, adrenalina e tanto, ma tanto allenamento.
Il primo giorno Teri ha evidenziato i nuclei fondamentali del JKD:
–         LA POSIZIONE DI GUARDIA,
–         IL FOOTWORK
–         – GLI STRUMENTI AVANZATI (DIRETTO, CROSS, GANCIO)
Infatti a differenza dell’anno scorso, c’è stato meno contatto coi focus e, più lavoro sul perfezionamento delle tecniche di base. In ogni aspetto della tecnica, Teri ha evidenziato tutti i piccoli dettagli che, ci permettono di eseguire la tecnica in modo corretto.
Un altro bell’aspetto del primo giorno di allenamento è stato il rapporto di fiducia che Teri Tom ha stretto con noi istruttori, incoraggiandoci a continuare con questo spirito, per instillare negli studenti , il lavoro costante.
Il secondo giorno invece è stato dedicato alle tecniche dalla corta distanza. Infatti, Teri ha messo in evidenza il nucleo dell’infighting distance, usando la posizione di guardia a 45°. Con la posizione di guardia leggermente più aperta rispetto al normale, le tecniche diventano molto più corte, più imprevedibili (a causa del footwork che diventa impercettibile) e soprattutto più potenti, perché sfruttano la completa rotazione del bacino e l’uso del passo a spinta (push off).
Inoltre mettendo in evidenza alcune tecniche di manovre evasive come: Bobbing and Shoulder Roll, Teri ci ha dato la possibilità di sperimentare uno sparring un po’ più aperto; ognuno di noi in coppia con un compagno, dovevamo colpirci a vicenda con quattro o cinque colpi ciascuno. Chi colpiva, doveva cercare di entrare da ogni angolazione, questo però sempre controllato. Mentre chi invece assorbiva i colpi, doveva difendersi parando, schivando e stare chiuso il più possibile. E’ stato, a mio avviso, uno degli esercizi più belli dello stage.
Il fine ultimo dello stage è stato proprio quello di metterci a confronto con un po’ di sparring simulato, usando come esempio questi esercizi sopra descritti.
Non sono mancati i complimenti per tutti e una bellissima cena in memoria dei suoi libri sul JKD che, hanno ottenuto un ottimo successo negli Stati Uniti.
L’ho conosciuta la prima volta con Sifu Ted Wong durante il suo stage del 2008, e già in quella occasione si è dimostrata in gamba. Ora che ho avuto l’onore di allenarmi con lei in questi due anni di stage in Italia, posso dire che è veramente degna di essere l’allieva diretta di Sifu Ted Wong.
Noi del gruppo JKD C.A.AM. Bari, continueremo a seguirla e a sostenerla nel promuovere i reali insegnamenti di Bruce Lee!!
By Luigi Clemente

 

Memory Of Bruce Lee

GRAZIE MIO SIFU BRUCE LEE

By Luigi Clemente

E’ difficile usare espressioni adeguate per poter esprimere la grandezza, la forza, e la conoscenza di questo grande uomo chiamato: Bruce Lee.
In questi trentanove anni che non c’è più, ha ispirato milioni di persone in tutto il mondo alla dedizione delle arti marziali; ha ispirato tanti cultori di fitness e alla scienza del corpo umano. Molti attori famosi di Hollywood continuano ad ispirarsi alla sua enorme conoscenza del cinema d’azione e delle tecniche di combattimento ineguagliabili. E’ vero al cento per cento: BRUCE LEE è INEGUAGLIABILE IN TUTTI I SUOI ASPETTI, ed è assolutamente vero il fatto che, non ci sono parole per descriverlo.
Oggi non userò parole vane. Non userò espressioni che possano semplicemente gonfiare questo articolo, perché voglio fare la cosa giusta: TI RINGRAZIO BRUCE PER LA CONOSCENZA CHE CI HAI LASCIATO. TI RINGRAZIO PER ESSERTI FATTO CONOSCERE MEDIANTE I TUOI FILM (CHE COME AMAVA DEFINIRLI IL MIO MAESTRO TED WONG: “I SUOI FILM SONO COME LE SUE LEZIONI PRIVATE”). IO PERSONALMENTE SONO FELICE DI AVERTI CONOSCIUTO MEDIANTE I TUOI SCRITTI, CHE SONO TUTT’ORA PER ME, ENORME FONTE DI ISPIRAZIONE; TI RINGRAZIO PER L’ARTE E LA SCIENZA DEL JEET KUNE DO (la tua meravigliosa creatura), CHE OGNI GIORNO MI FA DIVENTARE SEMPRE PIU’ ABILE IN TUTTI GLI ASPETTI DELLE ARTI MARZIALI.
Oggi non parlerò di te Bruce e di come hai sconvolto le vite di tutti noi, perché non basterebbe un intero articolo: SEMPLICEMENTE  TI RINGRAZIO PER ESSERE ESISTITO, TI RINGRAZIO PER I TUOI VALORI E PER AVER LASCIATO UN IMPRONTA INDELEBILE NEI NOSTRI CUORI CHE NON SI CANCELLERA’ MAI.
GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE MIO SIFU BRUCE LEE!!
20 luglio ’12

Seminario Nazionale di TWJKD

Recentemente si è svolto a Milano presso il palazzetto dello Sport di via Crespi, il consueto seminario di JKD in Memoria del Nostro Amato Sifu Ted Wong. Il seminario è cominciato intorno alle 9:00 del mattino con il nostro rappresentante Italiano: Davide Gardella.
Davide ha cominciato a spiegare in modo dettagliato i fondamenti del JKD come la posizione di guardia, la quale è molto importante per avere stabilità nei movimenti, equilibrio e soprattutto potenza nei colpi. L’atteggiamento che bisogna avere è quello di essere rilassati, flessibili e pronti all’azione. La posizione di guardia permette al praticante di trovare la giusta stabilità per attaccare e difendersi al tempo stesso.
Con gli esercizi proposti per allenare la posizione di guardia, non è mancato il nucleo fondamentale dell’insegnamento di Sifu Ted Wong: Il Footwork.
Il footwork è l’elemento essenziale del JKD. E’ colui che permette al praticante di spostarsi in tutte le direzioni in modo rapido ed economico. Non è semplicemente un modo per spostarsi, ma mediante l’half-beat (battuta spezzata) rende i nostri colpi potenti, veloci e penetranti. Il motivo per il quale il footwork ha un importanza così elevata, è da ricercare nella scherma (un arte che Bruce trasse ispirazione). Infatti l’uso del ritmo spezzato, finte e i colpi d’arresto, permettono di essere elusivi, veloci mantenendo sotto costante controllo il corretto posizionamento.
Davide ha messo in evidenza molti esercizi su come migliorare il footwork e soprattutto come rendere più veloci i colpi.
Dopo aver speso buona parte del seminario insegnando in dettaglio i fondamenti del JKD, Davide ci ha dato la possibilità di mettere in pratica tali esercizi. Infatti, un esercizio molto bello è stato quello di simulare uno scontro di scherma a coppia con un solo guanto nella mano e il casco per proteggere il viso. L’esercizio consisteva nell’usare solo il diretto con la mano avanzata (la stoccata nella scherma) allo scopo di colpire l’avversario prima che egli colpisse l’altro. In questo modo abbiamo potuto sperimentare il diretto con la mano avanzata, rendendoci conto di quanto fosse difficile. L’elemento sorpresa, l’uso del ritmo spezzato ecc sono molto difficili da mettere in pratica, soprattutto quando le tecniche non sono diventate ancora parte di noi.
Infine, come studio e bagaglio personale, Davide ha messo in evidenza alcune tecniche di lotta corpo a corpo. L’uso di queste tecniche non fa parte del bagaglio tecnico del JKD, ma è stato un modo originale per capire come muoverci quando ci si trova in una situazione di difesa o di immobilizzazione.
Dopo tutto ciò, ciascun partecipante ha ricevuto l’attestato di partecipazione e abbiamo fatto la consueta foto di gruppo.  Abbiamo imparato molto, ma ciò che è più importante riguarda l’esperienza e l’uso intelligente di allenarsi per migliorare sempre di più. La fiamma del JKD continua ad ispirarci sempre di più e ci insegna che, con la pratica costante è possibile arrivare a livelli elevati paragonabili a quelli di Bruce Lee e del nostro amato Maestro Ted Wong.
Luigi Clemente
Il nome, riferimenti, immagini, simboli, logo e marchi, associati a Ted Wong sono di proprietà di Ted Wong e sono utilizzati dal JEET KUNE DO – C.A.A.M. con l’esplicito permesso di Ted Wong. Nessun contenuto può essere estratto o utilizzato con qualsiasi mezzo, in tutto o in parte, senza l’espressa autorizzazione di Ted Wong. Tutti gli altri marchi appartengono ai legittimi proprietari.

Seminario Residenziale TWJKD con Teri Tom

 

Seminario TWJKD con Teri Tom 21 - 22 Maggio 2011

 

Lo scorso 21 e 22 Maggio si è tenuto al famoso Ostello Turimar di Marina Massa, il seminario residenziale di Jeet Kune Do, con Teri Tom, allieva diretta di Sifu Ted Wong. Molti istruttori presenti a questa manifestazione così importante, hanno percepito il fuoco e lo spirito di Ted Wong che penetrava nella nostra pelle per caricarci e stimolarci a dare il meglio di noi.
Eravamo più di sessanta persone e ognuno degli insegnanti ha portato i rispettivi studenti. Il seminario è cominciato con un discorso commemorativo di Teri Tom nei riguardi di Ted Wong, per ringraziarlo degli insegnamenti che ci ha lasciato e per la dedizione che egli ha avuto nei confronti del suo maestro.
Alle 15:00 in punto lo stage è cominciato con il footwork di base, per poi arrivare a quello avanzato usando gli half-beat. Dal footwork, Teri Tom dando prova di grande abilità ha spiegato i fondamenti del diretto con la mano avanzata, eseguendo la sequenza alla perfezione e spiegando come questo pugno rappresenti tutto il JKD. Partendo dal diretto con la mano avanzata, siamo entrati nel vivo dello stage, studiando alcune combinazioni di pugni usando le manovre evasive e i vari spostamenti del footwork.
Domenica 22 maggio invece, Teri Tom ha approfondito la meccanica di ogni pugno, partendo dal footwork e lavorando sulla corta distanza mediante i passi laterali. Sempre seguendo questo filo conduttore, Teri ha presentato la meccanica dei calci e di come questi siano un bagaglio essenziale dell’arte di Bruce Lee. Seguendo la logica di Ted Wong, Teri ha spiegato come Bruce Lee modificasse il JKD, cercando di arrivare a quella semplicità che tanto distingue il JKD da altre arti. Era assolutamente meraviglioso ascoltare Teri Tom del tempo trascorso con il suo maestro. Ha manifestato la sua dedizione, dando prova di grande abilità tecnica e soprattutto umana.
Lo stage infine si è concluso con le consuete domande e Teri Tom ha risposto a ciascuna domanda con passione e semplicità.
Grazie a Ted Wong e alla sua dedizione, abbiamo potuto conoscere Bruce Lee e non solo la sua Arte. Con perseveranza ha insegnato a ciascuno di noi, tutto quanto aveva appreso direttamente dal suo maestro. Non si è mai tirato indietro, anche quando molti lo hanno criticato.
Noi lo abbiamo conosciuto e lo seguiamo con amore e dedizione. Continueremo a seguire il suo esempio nel migliorarci sempre più, approfondendo i principi e la filosofia del Jeet Kune Do.
Luigi Clemente
 
Il TED WONG(TM) JEET KUNE DO è stato istituito per promuovere l’autentica arte di Bruce Lee(TM), per tutelare gli insegnamenti originali di Sifu Ted Wong e per sostenere l’attività degli istruttori e dei gruppi legittimati da Ted Wong.Il LOGO del TWJKD è di proprietà di Ted Wong che ne ha concesso il permesso d’uso ai suoi istruttori. Questa è una garanzia per le persone che desiderano rivolgersi agli insegnanti ed alle associazioni legittimate da Ted Wong.

Jeet Kune Do

Jeet Kune Do
Cosa Non E’
Il Jeet Kune Do non gira intorno alle cose, non prende strade secondarie, va dritto allo scopo. La distanza più breve tra due punti è la semplicità”              
                                                                                              Bruce Lee!
Come la maggior parte di voi sanno, si è creata una sorta di confusione nel Jeet Kune Do, perché molti maestri che dicono di fare Jeet Kune Do pubblicizzano le loro palestre con il termine  J.K.D., prendendo poi le distanze dall’arte.
Questo perché, essendo il Jeet Kune Do l’arte di Bruce Lee, molti maestri vogliono attirare l’attenzione dei giovani e, in questo modo si considerano esperti in materia.
Ciò che la maggior parte della gente sa, e che il Jeet Kune Do sia un insieme di ventisei stili diversi di arti marziali e, che Bruce Lee abbia preso da ognuno di questi stili ciò che gli era più congeniale e, abbia creato il Jeet Kune Do. Ma questo è un concetto del tutto sbagliato. Il Jeet Kune Do ha tecniche e principi propri, quelli che Bruce Lee ha sviluppato nel corso della sua vita..
Il Jeet Kune Do si basa, sui principi dell’economia del movimento, la semplicità e l’immediatezza.
Bruce Lee, non credeva in mistiche tecniche o, in pratiche esoteriche, credeva nella scienza. Paragonava le forme coreografiche di tecniche a nuotare sulla terraferma.
Ciò che distingue il Jeet Kune Do da altre Arti Marziali è il semplice fatto di sfruttare nel modo più economico possibile le proprie risorse, avendo a disposizione poche tecniche semplici, ma che siano efficaci in una data situazione.
Il Jeet Kune Do è fluido, diretto e non classico.
Il Jeet Kune Do comprende tre ingredienti principali, quelli che Bruce Lee chiamava: “le radici” e che sono:
 
  • Posizione di guardia,
  • Footwork e movimento
  • Posizione nel generare la forza (Pugno diretto)
 
Il Jeet Kune Do, pone molta enfasi nella posizione di guardia. La posizione di guardia del Jeet Kune Do, garantisce la migliore copertura e la possibilità di colpire molto velocemente, in più garantisce il totale controllo dell’equilibrio e delle tecniche.
Il Footwork è l’elemento più importante. Esso da la possibilità al lottatore, di spostarsi velocemente in tutte le direzioni e, di sfruttare il peso del corpo in movimento creando così colpi molto potenti e penetranti.
Il Pugno diretto, invece, è il cuore del Jeet Kune Do. Non è il pugno più potente, ma è la tecnica più precisa che si usa nel Jeet Kune Do.
La rotazione del bacino e delle spalle, abbinato al passo spinta lo rendono un colpo molto potente diverso da un Jab del pugilato.
Avere poche tecniche, non significa che il Jeet Kune Do sia limitato. Esso utilizza solo quelle tecniche semplici utili in una data situazione.
Studiando le basi, i fondamenti si capisce molto sul Jeet Kune Do.
Il fulcro sta nel non fossilizzarsi su una data tecnica, ma di guardare al combattimento in modo globale; prendere quello che hai a disposizione, cercando di rifinirlo ulteriormente.
La differenza, tra semplice e facile sta proprio nel capire questo principio.
Voglio dire, facile si intende nel prendere un po’ di tecniche del pugilato, dal Judo o da qualsiasi altra Arte Marziale, metterle insieme e creare così il mio metodo di combattimento.
Semplice, vuol dire prendere quello che hai a disposizione e rifinirlo ulteriormente ed eliminando quello che non ti serve.
Questo è il fulcro del Jeet Kune Do.
Il Jeet Kune Do, non è un insieme di tecniche di molte arti marziali, ma ha principi e tecniche proprie, quelle create e sintetizzate da Bruce Lee nel corso della sua vita.
Come Bruce Lee stesso fece notare: “Il vero perfezionamento persegue la semplicità. L’allenamento imperfetto porta all’ornamentazione”.
Questo sta a significare, di non rinchiudersi in uno schema che prevede un solo modo per agire in una situazione, ma prendere quello che ti è utile e da lì progredire. Questo è il fondamento.
E’ molto difficile cercare di eliminare altro, perché il Jeet Kune Do è un arte ridotta al minimo essenziale; come Bruce Lee disse: “Non si tratta di un aumento giornaliero, ma di una diminuzione giornaliera”. Non si tratta di aggiungere, ma di eliminare. Il Jeet Kune Do è un processo di eliminazione.
Vorrei concludere questo articolo, con un pensiero di Bruce Lee che mi sembra il  più appropriato, per farvi comprendere il fine ultimo del Jeet Kune Do: “Il Jeet Kune Do è come una barca, o uno specchio in cui ci si vede riflessi. Una volta arrivato all’altra riva, non puoi prenderlo e caricartelo sulle spalle.
 Bisogna andare avanti”. “Walk On” Bruce Lee
Luigi Clemente
Il nome,i riferimenti, immagini, simboli, logo e marchi, associati a Ted Wong sono di proprietà di Ted Wong e sono utilizzati dal JEET KUNE DO – C.A.A.M. con l’esplicito permesso di Ted Wong. Nessun contenuto può essere estratto o utilizzato con qualsiasi mezzo, in tutto o in parte, senza l’espressa autorizzazione di Ted Wong. Tutti gli altri marchi appartengono ai legittimi proprietari.

Davide Gardella

Davide Gardella Istruttore Riconosciuto e Rappresentante in Italia di Ted Wong
Ci sono tante cose che si possS20ono dire su Davide. Tante cose che magari possono sembrare insensate, ma in realtà sono vere, concrete. Ho conosciuto Davide per la prima volta durante un seminario in puglia a Molfetta e, la prima cosa che pensai quando lo vidi fu: “se davide mi tira un pugno diretto come quello, mi uccide”. Lo so può sembrare ironico, invece fu esattamente quello che pensai quando vidi il suo pugno sfrecciare come un missile davanti alla persona che lo stava aiutando.
Durante gli anni in cui partecipavo e partecipo ai suoi stage di Jeet Kune Do a Genova, mi accorgo, osservando Davide e il suo modo di insegnare, di spiegare i principi dell’arte di Bruce Lee, mi rendo conto che ho ancora molta strada da fare e, di certo non ci si arriva facilmente.
luigi_davide_2009Nutro un grande rispetto per Davide; prima di tutto perchè Egli è il Mio Insegnante di JKD ( e non lo cambierei per nessuno al mondo), secondo perchè dal punto di vista umano mi ha insegnato più di quello che lui pensa di avermi insegnato e terzo, perchè gli VOGLIO UN GRAN BENE.
Davide è stato il primo in Italia ad avere avuto  il privilegio di apprendere il JKD da Ted Wong e, questo credetemi non è da tutti. Inoltre lo stesso Ted Wong lo ha certificato come suo Rappresentante Italiano e, questo ci deve far pensare, molto pensare.
Io ho avuto lpremiazione luigi‘onore di conoscerlo, allenarmi con lui e, di fare amicizia; il suo bagaglio culturale nell’ambito del JKD e delle Arti Marziali in generale è fuori discussione.
Caro Davide ti scrivo questo articolo, perchè voglio esprimerti con sincerità la mia stima e il mio affetto che nutro per te. Non ho mai avuto tanto coraggio nel parlarti dal profondo del mio animo, perchè un po’ mi vergogno e quindi trattengo un po’ l’emozione quando ti sono vicino o parlo con te. Questo articolo te lo dedico perchè voglio che tu sappia che sei importantissimo per me e, volevo ringraziarti perchè durante i miei anni trascorsi ad imparare da te il JKD, tu non hai avuto pregiudizi nei miei riguardi, anzi mi hai sempre trattato con rispetto e con gentilezza e, di questo te ne sarò sempre grato.
Ti lascio in questo articolo un pezzo della mia anima, perchè un giorno io desidero diventare come te, per crescere e maturare nell’Arte, nella Scienza e nella Filosofia del Jeet Kune Do di Bruce Lee.
Grazie dal profondo del cuore con affetto
Luigi Clemente
www.twjkd.it
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