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Il vero Spirito delle Arti Marziali

Shaolin_Kung_FuLe Arti Marziali hanno una caratteristica molto particolare, in quanto esse sono discipline psicofisiche che, offrono a chi le pratica, la capacità di disciplinare il corpo e la mente in modo equilibrato e del tutto originale, perché ogni essere umano ha questa capacità che gli permette di auto controllarsi. Le Arti Marziali sono discipline create molti secoli fa da dei personaggi che imitavano gli animali. Da queste imitazioni sono nate varie discipline come il Kung Fu, o il Kung Fu dei cinque animali, Shaolin ecc. La cosa importante ora non è tanto soffermarci sulla spiegazione dei vari stili di combattimento, quanto piuttosto concentrarci sul loro contenuto emotivo, psicologico, spirituale e naturalmente fisico. La psicologia ha come fondamento il curare la mente dando nuove prospettive e nuovi modi di pensare alla gente, cioè persone che per svariati motivi hanno perso fiducia nelle loro capacità, nei loro modi di fare e questo influenza molto la loro personalità, in quanto noi siamo felici, quando pensiamo realmente di fare le cose che ci piacciono di più, quando le mettiamo in pratica, questo ci fa sentire bene e naturalmente felici. Il mondo moderno ha una brutta concezione delle arti marziali, perché le considera solo un modo per fare violenza, o uno sport olimpico e basta. In realtà non tutti comprendono che le arti marziali sono esattamente l’opposto di ciò che realmente la gente pensa. Le arti marziali, hanno lo scopo di incrementare la capacità mentale e fisica di cui il combattente ha bisogno per affrontare la vita. Attraverso lo studio di tecniche marziali da combattimento, il combattente impara a conoscere il proprio corpo, rendendolo più forte, più sano e più robusto. Attraverso esercizi specifBruce-Lee-speedici di ginnastica quali corsa, stretching, ecc, il combattente impara a conoscere i punti di forza del suo corpo e impara anche a rispettarlo. Mediante esercizi spirituali quali il Qi Gong (una ginnastica energetica molto antica e che prende radice dal Kung Fu), il combattente impara a conoscere se stesso, ad autodisciplinarsi e a controllare perfettamente anche le proprie emozioni. Come potete vedere le arti marziali sono una vera e propria arte psicologica applicata al combattimento. Certamente mi rendo conto che il combattente studia tecniche molto particolari come pugni, calci, leve articolari ecc e, queste applicabili in combattimento potrebbero provocare danni seri all’avversario, se non addirittura la morte, ma chi studia le arti marziali per scopo di crescita personale, sa bene che tale cosa va contro i principi stessi delle arti marziali e che quindi tale azione può far del male al pryin yangossimo. Le arti marziali sono state sviluppate per “guarire il prossimo” e non per distruggerlo. Chi pratica le arti marziali in modo serio e scrupoloso impara a conoscere se stesso fino in fondo, scoprendo di avere qualità che prima non concepiva o non sapeva di avere. Bruce Lee disse una volta: “Le Arti Marziali sono come un arte, sono l’espressione vivente dell’essere umano”. Infatti proprio come la musica, la scultura, la pittura ecc ha bisogno dell’uomo per essere espressa, così le arti marziali hanno bisogno del corpo per essere espressa pienamente. Immaginate se non ci fossero, persone che non sapessero suonare, o creare sculture mozzafiato, o persone che non sanno dipingere un quadro! Noi potremmo conoscere queste arti? Io penso di no! Perché tutto ciò? Perché se non ci fossero uomini capaci di esprimere tali arti, l’arte di per se sarebbe morta, perché nessuno saprebbe esprimerla agli altri. Quindi, un artista come potrebbe esprimere onestamente se stesso, i suoi sentimenti, emozioni se non ci fosse l’arte? Tutto sarebbe perduto e noi non potremmo goderci la meravigliosa musica di Beethoven per esempio, ne potremmo goderci un dipinto di Picasso ecc. L’arte ha bisogno del nostro corpo per essere espressa. Spero che questo articolo vi chiarisca le idee circa la concezione sbagliata che la gente ha nei confronti delle arti marziali. Le arti marziali sono una disciplina psicofisica nata con l’intento di sostenere il combattente nel suo percorso di crescita personale, interiore e fisico. Esse fanno si che il combattente impari a fluire come l’acqua che scorre in un ruscello, insegnandoli come attualizzarsi ed espandersi, diventando un tutt’uno con se stesso.  

Luigi Clemente

 

Il nome,i riferimenti, immagini, simboli, logo e marchi, associati a Ted Wong sono di proprietà di Ted Wong e sono utilizzati dal JEET KUNE DO – C.A.A.M. con l’esplicito permesso di Ted Wong. Nessun contenuto può essere estratto o utilizzato con qualsiasi mezzo, in tutto o in parte, senza l’espressa autorizzazione di Ted Wong. Tutti gli altri marchi appartengono ai legittimi proprietari.

Le componenti di una Posizione Perfetta

LA POSIZIONE DI GUARDIA

(ON-GUARD POSITION)

on guard position

La posizione di guardia del jeet kune do è totalmente diversa dalle altre posizioni di arti marziali tradizionali o, da combattimento. Essa non ha posture classiche ed è perfettamente adatta per l’attacco, la difesa e il contrattacco. Crea il cosiddetto Poker Body agli occhi dell’avversario disorientandolo e minacciandolo continuamente.

Il fondamento sta nel tenere i piedi in linea con il busto e, il lato avanzato (destro) deve formare una linea retta che parte dalla spalla, fino alla punta del piede davanti. Questo tipo di allineamento permette al lottatore una maggiore stabilità, equilibrio ed inoltre il corpo è in una posizione tale da scattare velocemente in avanti durante un attacco e, ritrarsi velocemente, mantenendo costante l’equilibrio. Bruce Lee creò l’on-guard position, perché si rese conto che la maggior parte delle posizioni di sistemi di autodifesa orientali, erano troppo legate all’immobilità, alla passività delle gambe e, questo non permetteva una scioltezza tale da essere veloce e, allo stesso tempo potente.

L’equilibrio è un aspetto importante nella posizione di guardia del jeet kune do, perché senza un buon equilibrio, il lottatore sarebbe troppo goffo e impacciato, quindi sarebbe del tutto inoffensivo.

Innanzitutto nel jeet kune do si porta il lato destro del corpo in avanti, in modo tale da avere il lato forte già vicino all’avversario, questo consente di usare l’arma avanzata in questo caso il pugno destro o, il calcio destro a metà strada dal bersaglio (principio della scherma).

I piedi devono stare in linea sposizione lateraleotto il tronco ad una distanza di circa un passo; il piede destro è ruotato leggermente all’interno di circa 30°, il piede arretrato in linea con la punta del piede avanzato è leggermente sollevato, per permettere al corpo di scattare velocemente in avanti durante un attacco. Le ginocchia sono leggermente piegate, per permettere al corpo di essere morbido e flessibile ed inoltre, serve per avere maggiore elasticità. Il peso del corpo è ben distribuito su entrambi i piedi, questo fa si che il baricentro si trovi in posizione comoda e sciolta.

Le braccia sono distanti tra loro; la mano avanzata (destra) è puntata in avanti con le nocche rivolte verso il bersaglio, come la lama di una spada pronta a colpire, la mano sinistra è più sollevata rispetto alla destra, quasi vicino alla guancia, per fronteggiare e parare un eventuale contrattacco. I gomiti sfiorano il costato proteggendo il tronco. La testa è leggermente abbassata, per proteggere il collo; può schivare i colpi oscillando a destra e a sinistra. La spalla destra è sollevata di quattro centimetri per proteggere la zona mediana del collo e, per scattare più velocemente.

Il modo migliore per allenarsi nella posizione di guardia e, quello di esercitarsi allo specchio. Attaccare una striscia di nastro adesivo sul pavimento e, mettersi in posizione controllando le varie parti del corpo; questo esercizio (innocuo all’inizio) assicura  il perfetto equilibrio e, il totale controllo della tecnica.

Nella posizione di guardia, l’essenziale è il footwork (lavoro di gambe). Il footwork, non solo garantisce al lottatore la massima agilità nei piedi e nelle gambe, ma da esso deriva il rapido spostamento del corpo e, la possibilità di effettuare combinazioni di pugni e calci devastanti. Il footwork e la posizione di guardia sono i pilastri del jeet kune do. Senza un buon lavoro di gambe, il lottatore non è in grado di padroneggiare al massimo il corpo e le tecniche, invece come Bruce Lee stesso fece notare: “un buon footwork, può battere qualunque attacco”.

Luigi Clemente

 

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PUGNO DIRETTO CON LA MANO AVANZATA

PUGNO DIRETTO CON LA MANO AVANZATA

(Leading straight right punch)

pugno diretto 

Arto avanzato come strumento di offesa.

La mano e il piede avanzati costituiscono l’80% della potenza dei pugni e calci, perché essi si trovano già a metà strada dal bersaglio. E’ importante imparare a colpire e a calciare con rapidità e potenza con colpi singoli e in combinazione.

E’ importante per l’atleta del Jeet Kune Do dedicare le maggior ore di  allenamento al perfezionamento della tecnica e di usarli in maniera opportuna.

Per diventare completo nel Jeet Kune Do bisogna riuscire a colpire da tutte le angolazioni con il piede destro e sinistro secondo il vantaggio del momento.

FORZA NEI COLPI

Bruce-Lee-speedPer avere maggior potenza nel pugno il fattore non è solo determinato dalla forza del bacino e delle gambe, ma si devono aggiungere motivazioni ed energia intrinseca.

 

SUI COLPI

La gamba è l’arma più potente, ma in realtà l’atleta che vince è quello che sa usare meglio i pugni, la forza dei pugni è generata dalla spinta del bacino dalla schiena e dal peso del proprio corpo.

PER GENERARE IL MASSIMO IMPATTO NEI PROPRI PUGNI

Quando si sferra un pugno bisogna mettere tutta l’energia, tutta la forza dei fianchi scattare e infondervi l’energia per trasformare il pugno in un’arma, e solo al momento dell’impatto il pugno viene chiuso.

Il diretto destro con la mano avanzata è l’arma portante del Jeet Kune Do. Il colpo viene sferrato partendo dal centro del corpo, e dovrebbe essere diretto contro la parte frontale del naso.

E’ come la scherma occidentale, ma senza la spada.

Bisogna essere capaci di sferrarlo con un brevissimo preavviso.

Il 90% dei colpi è costituito da diretti con la mano avanzata, quindi è importante riuscire a sferrare bene il destro alla testa o al tronco, sia singolo che in combinazione.

E’ una potente arma di offesa e di difesa, perché essa si trova già a metà strada dal bersaglio.bruce lee diretto avanzato

E’ efficace per mantenere sbilanciato l’avversario e per creare aperture per altri colpi, per questo è un colpo sia offensivo che difensivo.

Mirate dritto davanti al naso e sferrate con intensità ogni colpo, partendo dal centro del corpo e mirando al centro del viso.

Ogni pugno deve partire da dove si trova la mano in quel momento, questo aggiungerà velocità al pugno, senza movimenti inutili e senza svelare le proprie intenzioni,

Non si dovrebbe serrare il pugno fino al momento dell’impatto. Il rilassamento darà come risultato velocità e potenza. Tutti i colpi devono terminare parecchi centimetri al di là del bersaglio.

Nessuna esitazione prima di colpire, mirate e scattate dritti. Non solo la potenza del braccio, ma colpite con la giusta scelta di tempo con i piedi, bacino, fianco, spalla e movimento del polso.

Coltivate l’abitudine di tornare indietro, nella stessa posizione iniziale e, di mantenere la mano alta per difendersi da qualsiasi contrattacco. Esercitate i pugni dalla Posizione di Guardia e terminateli nella stessa posizione.

La mano arretrata (sinistra), è una mano di rinforzo pronta per un’azione immediata.

Il diretto deve essere ben sincronizzato per raggiungere il bersaglio, quando la potenza di chi lo sferra è al massimo.

DIRETTO DESTRO AL TRONCO

(leading straight to body)

Viene eseguito portando il busto in avanti in modo da portare le spalle all’altezza del bersaglio. Questo diretto destro al tronco è un efficace contrattacco migliore di un diretto.

DIRETTO SINISTRO AL TRONCO 

(leading straight left to body)

E’ un pugno poderoso, che sfrutta l’ampia rotazione del bacino e delle spalle, il tallone sollevato del piede arretrato genera l’impulso iniziale. Mirare alla linea centrale, per portare il pugno al di là del bersaglio.

Nota: il ritmo dovrebbe essere destro – sinistro (es. one – two).

La maggior parte dei lottatori sono deboli nella linea bassa, e il diretto sinistro al tronco costituisce un eccellente contrattacco al diretto con la mano avanzata sferrato dall’avversario.

Luigi Clemente

Il nome,i riferimenti, immagini, simboli, logo e marchi, associati a Ted Wong sono di proprietà di Ted Wong e sono utilizzati dal JEET KUNE DO – C.A.A.M. con l’esplicito permesso di Ted Wong. Nessun contenuto può essere estratto o utilizzato con qualsiasi mezzo, in tutto o in parte, senza l’espressa autorizzazione di Ted Wong. Tutti gli altri marchi appartengono ai legittimi proprietari.

Bruce Lee

BRUCE LEE

In Memoria di un Grande Uomo

27 Novembre 1940 – 20 luglio 1973

bruce rilassato

Cari amici e fan di Bruce Lee, ancora una volta dedico con tutto il mio cuore un articolo a questo grande uomo che è stato, lo è ,e sarà sempre la mia fonte di ispirazione per tutta la vita: Bruce Lee.

Oggi 27 novembre 2009, Jun Fan Bruce Lee avrebbe compiuto il suo sessantanovesimo compleanno e, sono sicuro che la sua abilità fisica, velocità e forza non ne avrebbero risentito. Egli si sarebbe prodigato nel migliorare sempre di più se stesso e, la sua forma fisica, mentale e spirituale non avrebbero perso la loro freschezza. Sicuramente i segni del tempo sarebbero stati un po’ evidenti sul suo volto e, i suoi capelli da neri che erano, sarebbero diventati grigi (come capita alle persone più grandi), ma la sua abilità si sarebbe tutt’altro che sminuita.

Avvolte mi capita di pensare come sarebbe stato Bruce Lee se fosse vissuto ai giorni nostri. Che tipo di film stava girando, come avrebbe migliorato ulteriormente la sua arte del JKD. Sono comunque certo che se Bruce fosse vissuto, avremmo visto nel suo massimo splendore il film che più di tutti incarna il suo messaggio sulle Arti Marziali: The Game Of Death.

Ora però non preoccupiamoci tanto nel sapere cosa Bruce avrebbe fatto se fosse vissuto, cerchiamo invece di valorizzare tutto ciò che Egli ci ha lasciato come eredità ai futuri cultori della sua arte.

Innanzitutto lasciatemi aprire un aneddoto su ciò che Bruce Lee ha fatto per me e, di come egli abbia influenzato enormemente la mia vita. Attraverso i suoi film, la sua arte, i suoi scritti ho potuto trovare un immensa forza di volontà che mi ha permesso di superare grandi difficoltà, uno tra questi la mia malattia.

Nel lontano 1990 compì quattro anni; mio padre mi regalò una videocassetta di un film di Bruce. Il film si intitolava: “The Way Of The Dragon” e, l’impatto che ebbe su di me fu incredibile. Non avevo mai visto nessuno muoversi così velocemente come lui. Nessuno era capace di muoversi con leggerezza, fluidità e velocità. Nessuno era capace di metterlo in soggezione. Insomma cari amici ero totalmente “innamorato” di lui.

Il film divenne il mio preferito e io puntualmente, ogni giorno, dopo la scuola lo guardavo con ammirazione.

Quando mi ritornano in mente ricordi come questo, penso di quanto fossi buffo allora. Ero davvero ammirato dalla sua prestanza fisica.

Ci furono poi un susseguirsi di acquisti di altri film di Bruce e, pian piano mi comprai l’intera collezione. Mi padre mi regalò gli svariati libri che allora erano in vendita, tra cui lo storico libro: “Tao Of Jeet Kune Do”. Oltre al libro segreto di Bruce Lee, acquistai anche i quattro volumi mignon sulle tecniche segrete. Con grande ammirazione, leggevo, studiavo e imparavo le tecniche presenti nei libri. Allora non ero ancora cosciente del valore di Bruce Lee come Artista (non solo di arti marziali) dato che ero ancora un bambino, me ne accorsi molto più tardi, quando cominciai a studiare veramente. Avevo quattordici anni.

Ricordo però all’epoca, la passione che avevo e il desiderio di diventare forte e veloce come lui. Questa passione per Bruce la porto ancora oggi a distanza di vent’anni nel mio cuore e, la coltivo giorno dopo giorno.

Dal lontano 1990 sino ad oggi, Bruce Lee ha avuto un influenza sempre maggiore nella mia vita.

Ho superato prove molto difficili che mi hanno portato a crescere interiormente. Ho affrontato e vinto molti pregiudizi che la gente aveva su di me sia dentro che fuori. Ho affrontato e vinto la mia malattia grazie ai suoi insegnamenti e sono riuscito dopo tanti anni di sacrifici a diventare un insegnante qualificato della sua Arte del Jeet Kune Do.

I suoi scritti e i suoi appunti sulla vita, sulle arti marziali, sui valori dell’esistenza ecc, continuano a stimolarmi sempre più, per superare le difficoltà che incontro.

Circa cinque anni fa un medico mi visitò e, mi disse in tutta franchezza che non potevo praticare arti marziali, perché le mie articolazioni erano troppo fragili (conseguenze della mia malattia). Questo mi fece rattristare non poco; tornando a casa avevo sulla mia scrivania un libro di Bruce. Lo aprì in una pagina qualsiasi e per caso mi imbatte in una frase che di solito Bruce ripeteva a se stesso per affrontare le difficoltà. La frase diceva questo: “Talvolta uno shock può essere uno stimolo per aiutarti a raggiungere i tuoi obiettivi”. Non potete immaginare l’effetto dirompente che ebbe su di me questa frase. Sentì una scarica elettrica pervadermi tutto il corpo e mi caricai di tanta energia. Mi allenai duramente e in questo modo feci cambiare idea al medico che mi visitò, mostrandogli gli enormi progressi che avevo fatto.

Insomma amici miei, questo è ciò che Bruce mi ispira ogni volta che vedo un suo film, o leggo un suo libro. Egli mi stimola sempre a dare il massimo. Egli continua ad essere una fonte di ispirazione per milioni di persone in tutto il mondo. La sua opera, la sua arte, lo rendono immortale.

Anche se Bruce non è più con noi su questa terra, egli continua a vivere attraverso i suoi film, i suoi scritti e la sua arte del JKD; qualunque persona voglia conoscerlo veramente deve attingere mediante tutto questo. Noi siamo coloro che mantengono vivo lo spirito di Bruce Lee e i suoi insegnamenti.

Il Jeet Kune Do è una forte eredità di un grande uomo che, ha sacrificato se stesso per i suoi ideali condividendoli con il mondo intero. Finchè ci saranno persone disposte a fare grandi sacrifici per diventare persone di qualità, allora l’arte di Bruce continuerà a vivere e ad essere preservata alle generazioni future.

Ted Wong (il mio maestro) nonché uno degli amici più cari di Bruce Lee e divulgatore della sua arte nel mondo, mi ripete spesso che se si vuole conoscere Bruce Lee veramente, bisogna vedere i suoi film, perché egli era esattamente così, sia dentro che fuori dello schermo. Mi dice spesso che i suoi scritti, sono una fonte di inestimabile valore, perché rappresentano l’anima stessa di Bruce Lee. Ogni volta che Ted Wong mi dice questo, non fa altro che confermare ciò che sapevo già da tempo. Bruce era un uomo straordinario.

Ho sempre considerato Bruce come un dono di Dio, perché devo ringraziare Lui se ho avuto l’opportunità di conoscerlo in questo modo. Dio Padre mi è sempre stato testimone in tutto e per tutto e, questo mi ha fatto capire che ciascuno di noi possiede nell’anima una scintilla divina. Questa scintilla è una testimonianza vivente della presenza di Dio nei nostri cuori e, ciò ci permette di affrontare ostacoli enormi per rendere e vivere la nostra vita nel miglior modo possibile.

Bruce Lee aveva senz’altro dentro di se questa scintilla divina e, ora tocca a noi mantenere alta questa scintilla e far si che continui a brillare sempre più forte.

Sono trascorsi più di trenta anni dalla sua morte, ma il suo spirito vivrà per sempre. Con gioia e con affetto dedico questo articolo ad un uomo con una forza e velocità impressionante. Ad un Artista della Vita che amava riferirsi a se stesso come ad “un essere umano”. Ad un Filosofo di grande saggezza: LEE HSIU LONG

 “La tua ispirazione continui a guidarci verso la nostra personale liberazione”

 Luigi Clemente

 27 novembre 2009

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